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PIZZICA SALENTINA DA SCARICA


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    PIZZICA SALENTINA DA SCARICA

    Il testo parla di "pizzica pizzica" come di una "nobbilitata tarantella". Già dal XIX secolo la pizzica si è legata alle pratiche terapeutiche coreomusicali del tarantismo , ma è accertato che dal XIV secolo in poi musici e tarantolati hanno adoperato per curare e curarsi dal veleno di tarantole e scorpioni le danze locali del periodo, che si sono alternate, succedute, o adattate, lungo il corso dei secoli. Alcune di queste danze moresca , spallata, catena, pastorale, ecc. La pizzica pizzica, dunque, era essenzialmente una danza ludica dei momenti di festa e di convivialità sociale, ma veniva praticata durante i rituali terapeutici dai morsicati veri o presunti dalla tarantola Lycosa tarantula.

    Nella stessa area della pizzica pizzica si è continuata a praticare anche la tarantella , tant'è che oggi è difficile anche da parte degli anziani percepire la differenza tra le due danze, sia sotto l'aspetto musicale che coreutico. La pizzica è stata eseguita da molti strumenti musicali: dalla zampogna sino ai primi decenni del XIX secolo nel Materano ancora oggi , da vari aerofani agro-pastorali, da violino e mandolino.

    Dagli ultimi decenni dell'Ottocento in poi si sono poderosamente introdotti negli organici strumentali della pizzica l'organetto prima e la fisarmonica dopo. Pizzica e tarantismo[ modifica modifica wikitesto ] Lycosa tarentula La pizzica, oltre ad essere suonata nei momenti di festa di singoli gruppi familiari o di intere comunità locali, costituiva anche il principale accompagnamento del rito etnocoreutico del tarantismo.

    Essa infatti si balla soprattutto in occasioni private e familiari, ed in tali occasioni è molto probabile che a danzare si trovassero parenti anche molto stretti, o individui tra i quali intercorre una grande differenza d'età. Tra due uomini invece spesso si crea più tensione, o meglio, competizione , ed il ballo diventa allora un momento di sfida in cui ci si confronta, esibendole, su doti quali agilità, creatività e prestanza fisica.

    Un esempio di danza tra due uomini è riscontrabile nella tradizione ostunese , dove è molto facile vedere due uomini ballare insieme ed in cui uno dei due uomini o a turno , si prende gioco dell'altro riproducendo passi e pose comici o caratteristici della danza femminile. Per maggior chiarezza, bisogna distinguere oggi le forme delle pizziche tradizionali, che variavano anche da zona a zona, da quelle in gran parte reinventate dalla moda giovanile in uso dalla metà degli anni '90, oggi indicate col termine di "neo-pizzica".

    La pizzica pizzica tradizionale apparteneva posturalmente, stilisticamente e coreograficamente all'ampia famiglia delle tarantelle meridionali: le figurazioni basilari erano il ballo parte frontale e il giro, alle quali si affiancavano rotazioni, figure legate per mano o per braccia, e - quando fra i due ballerini vi era maggior familiarità - anche parti mimiche alludenti la sfera erotica o gestualità scherzosa.

    Posture e atteggiamenti dei corpi si rifacevano ad un linguaggio corporeo forte ed energico, ma anche serio e rituale, tipico della cultura contadina. La "neo-pizzica" ha mutuato le forme oggi più diffuse del ballo dagli ambienti folkloristici e dall'imitazione di modelli coreutici mediatici tango, flamenco, ecc. Su alcuni passi base i ballerini ci ricamano, anche inventandoli estemporaneamente, una gran varietà di passi e movimenti, che fanno oscillare la danza tra fasi di calma, di studio dell'altro o attesa a fasi più frenetiche caratterizzate da forti battiti dei piedi sul suolo più tipici degli uomini , veloci e vorticosi giri su sé stessi caratteristici delle donne , brevi inseguimenti, allontanamenti e repentini avvicinamenti e incroci tra i due ballerini.

    Notte della Taranta Melpignano Salento

    Il tutto condito dall' euforia dei suoni e delle grida che si scatenano dalla ronda, ossia quel tipico cerchio , composto da musicisti , aspiranti ballerini o curiosi, che si forma spontaneamente dando vita al momento del ballo. Caratteristico della pizzica pizzica è il " fazzoletto ", accessorio immancabile nell'abbigliamento di un tempo, che veniva usato nel momento del ballo per invitare, sventolandolo, il partner prescelto.

    Oggi è molto abusata la credenza che vuole il fazzoletto come " simbolo d' amore ", o di vero e proprio "abbandono" nelle mani della donna, che lo concederebbe durante il ballo solamente al giovanotto che sia stato in grado di rapirle il cuore. Nella danza della pizzica pizzica i ruoli, i sessi e la loro rappresentazione erano e sono molto marcati. Fermo restando che entrambi i ballerini, sia uomini che donne, tengono durante il ballo una postura eretta e composta, i passi che essi eseguono variano e si alternano tra momenti speculari e momenti "complementari".

    Alle donne va naturalmente il compito di esprimere al meglio, anche attraverso gli accessori tipici dell' abbigliamento femminile gonne , foulard , scialli , la propria bellezza e femminilità , con passi molto più composti di quelli degli uomini, anche se non mancano i momenti di euforia con brevi corse e giri su se stesse.

    Le mani della donna spesso sono ferme a reggere la lunga gonna, ed in ogni caso le sue braccia restano sempre chiuse, o protese leggermente in avanti.

    L'uomo invece, naturalmente, ha il dovere di esprimere, durante la danza la propria virilità , la propria forza , la propria atleticità, e questo compito lo svolge con salti più alti e più marcati, con movimenti più secchi e repentini, con le proprie braccia tese e aperte come a voler circondare o abbracciare a distanza la donna. In ogni caso, a rendere più o meno movimentato il ballo è la donna, che attraverso piccole fughe, guizzi, repentini stop e ripartenze, stuzzica l'uomo ad inseguirla, a "braccarla" delicatamente, per poi affrontarlo con giochi di piedi e di sguardi.

    La pizzica e la scherma[ modifica modifica wikitesto ] La "pizzica a scherma", spesso impropriamente chiamata " danza delle spade ", è stata spesso altrettanto impropriamente annoverata nella famiglia delle danze armate , cioè di quel particolare tipo di spettacolo danzato nella quale gli sfidanti simulano un combattimento con armi.

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    Le cosiddette danze armate nascono inoltre come spettacolo, come "parata" pubblica. Non c'è la rievocazione di un combattimento ufficiale, non c'è una guerra o la rievocazione di una battaglia , non c'è il rito per propiziarsi favori dalla natura , dagli dei , dalle autorità. Manca la " pubblicità " e la spettacolarità dell'evento, trattandosi nel caso della scherma di questioni private, di regolamento di conti tra mafiosi o delinquenti di basso rango.

    Nel caso della pizzica a scherma, come dicevamo, l'arma utilizzata è il coltello, che viene rappresentato dal dito indice e medio della mano ma anche di tutto il palmo brandito "di taglio". La scherma praticata attualmente si potrebbe definire grossomodo come la simulazione di un vero combattimento al coltello tra due contendenti, che parano e infliggono colpi con la loro arma e che si comportano come se questi colpi siano stati davvero inflitti e subiti.

    Tanto è vero che chi è stato colpito, ossia chi non è stato capace di "parare" il fendente dell'altro, esce dalla "ronda" formata da curiosi e simpatizzanti e lascia il posto ad un altro sfidante.

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    I colpi come dicevamo sono simulati, ed in più non è previsto un vero e proprio tocco tra i contendenti, che eseguono la loro arte rimanendo sempre ad una certa distanza l'uno dall'altro. Molti dei movimenti effettuati e delle mosse praticate sono quelli tipici della scherma classica, con parate, affondi, passetti, finte, ecc.

    Nel Salento , la scherma è spesso, ma non necessariamente, accompagnata dalla pizzica suonata con un ritmo cadenzato Ritmo in tre tempi e con l'utilizzo di un numero più limitato di strumenti tamburello, armonica a bocca , organetto.

    Si pensa infatti che l'elemento musicale sia subentrato in tempi abbastanza recenti, per mascherare i veri e sanguinosi duelli che si trasformavano, all'arrivo delle forze dell'ordine, in giocose danze tra uomini, con i coltelli che sparivano nelle maniche dei duellanti ed i tamburelli che scandivano il classico ritmo della pizzica pizzica, tipico di quelle zone.

    Forse è proprio per questa più o meno casuale commistione di "arti" che in tempi abbastanza recenti sia stato coniato ed utilizzato spesso impropriamente il termine "pizzica scherma". Nel Basso Salento , il luogo in cui è più facile osservare questa tradizione è la Festa di San Rocco a Torrepaduli , frazione di Ruffano LE , la quale si svolge nei giorni a cavallo del Ferragosto.

    La festa di San Rocco coincideva tradizionalmente con una delle più importanti fiere contadine della provincia, ed era occasione di pellegrinaggio da parte dei devoti di San Rocco. Sia i pellegrini che i numerosi commercianti passavano la notte in attesa della apertura della chiesa e dell'inizio della fiera di fronte al Santuario, ingannando il tempo suonando, cantando e, in alcuni casi "pazziando", ossia tirando di scherma.

    Altre varietà di scherma, molto simili a quella visibile a San Rocco, sono o sono state presenti in altre zone della Puglia e del Sud Italia Calabria , Sicilia , Campania. Pizzica di San Vito[ modifica modifica wikitesto ] La pizzica di San Vito dei Normanni presenta una particolarità: si credeva che il tarantato o la tarantata, qualora fosse stato morso dal ragno in acqua, poteva guarire dalla crisi solo se lo stesso ballo si fosse svolto in acqua taranta d'acqua [2].

    Vi aspettiamo per divertirvi insieme a noi Inagurazione del nuovo Atelier dell'artista Abele Vadacca Sculptor Prossimi eventi Attenzione Volevamo avvisare, che tutti gli eventi, organizzati dall'associazione culturale salento nel cuore, vengono sempre sponsorizzati nei social dell'associazione e riportano sempre il nostro logo. Dove non sussiste questa condizione, non sono eventi organizzati dall'associazione Salento nel Cuore. O forse per incontrarsi e banchettare, riprovando a ricordare per poi assaporare le antiche ricette delle nostre nonne.

    Forse avremmo potuto solo godere del ritmo incalzante del tamburello danzando tra noi la pizzica e scambiarci sorrisi, abbracci e battute in vernacolo rimembrando i vecchi tempi.

    Quando ragazzini, a piedi scalzi per le strade accaldate cercando la rara frescura tra le ombre stagliate dalle case bianche e di tufo si giocava con cose trovate talvolta cercate o spesso antiche. Forse avremmo potuto solo cercarci per rinnovarci gli auguri di Natale e tra noi raccontarci dei nostri figli dei loro progressi.

    “Pizzica la Taranta” la compilation

    Già i nostri figli ormai quasi dimentichi del nostro accento tipico. Noi conosciamo il sacrificio ed il bisogno e non ci basta essere solo per noi. Senza mai appendersi medaglie al petto, senza mai chiedere nulla, senza mai pretendere un applauso o un encomio solenne, noi abbiamo scelto il dialogo la collaborazione, il donarsi.

    Ormai sono tante le occasioni in cui ci siamo distinti per il nostro spirito di condivisione prodigandoci per chi ad un semplice cenno chiede un aiuto, un sostegno o solo un conforto.